Suttsu – Sperduti in Giappone

Racconti di Viaggio

Per arrivare a Suttsu da Sapporo, ci vogliono più di 3 ore.
Noi, il nostro viaggio, l’abbiamo trascorso con vecchietti dormienti e tenerissimi.

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Questa piccola città di pescatori nel 2008 contava 3,606 abitanti.
Abbiamo soggiornato con la famiglia Kosho, che ci ha ospitato per 15 giorni di Wwoof.
Il nostro compito era aiutare Futoshi con la sua coltivazione di pomodori, chiamati Prima Drop.




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Il paese si estende in un golfo sul mare del Giappone, una vista mozzafiato.

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I luoghi turistici non sono moltissimi, ma quelli che ci sono, sono fantastici.
Uno di questi è sicuramente la centrale di pale eoliche, che si estendono affacciate sul mare.
Su questa piccola città non ci sono commenti negativi, se non il costante forte vento,
ma si sà, pale eoliche = vento.

Nel periodo in cui siamo stati lì, era in corso una specie di campagna elettorale, e i candidati andavano in giro in grosse jeep, accompagnati da più aiutanti, che urlavano il loro slogan.
Era buffo, perchè passavano per le vie dell città cinque o sei volte al giorno, e per metà giornata dicevano sempre la stessa cosa.
I sostenitori dei candidati, quando vedevano la macchina arrivare, muovevano la mano in segno di saluto, questi si fermavano ed il candidato scendendo dalla macchina  salutava di persona il suo sostenitore.
Varie volte li abbiamo visti entrare nelle case, forse per prendere una tazza di thè.
Ci è sembrata una cosa simpatica, e buffa.

Video

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Nella nostra permanenza dalla famiglia Kosho, abbiamo anche avuto la fortuna di assistere alla benedizione dell’altare di famiglia, degli antenati e della famiglia stessa.
Ogni famiglia giapponese, in casa ha un piccolo altare dedicato agli antenati, familiari morti, ed una volta al mese il Monaco del tempio frequentato dalla famiglia, visita la casa e benedice, come già detto, l’altare di famiglia, gli antenati e la famiglia stessa.
In questa occasione, viene preparata un’offerta in cibo, e come tutti sanno (o dovrebbero sapere) vengono messe le bacchette in verticale su una ciotola di riso, cosa che non si fa MAI ad un ristorante o
MAI DA NESSUNA PARTE!
Il rito dura più o meno 10 minuti, in cui il Monaco recita una preghiera continua, interrotta solo per riprendere fiato, accompagnata da una campana e da un’altro strumento.
Per noi è stato un momento incredibile, mistico potremmo dire.
Osservavamo la scena dove Keiko, la nostra host, era seduta un metro distante dal monaco con un Tamashii (una specie di rosario) stretto in mano a pregare in silenzio insieme al monaco, ed il Monaco, che per 10 minuti, con lo stesso identico tono di voce, recitava la preghiera.
Per non disturbare, avevo addirittura rallentato il respiro, per non fare troppo rumore!

Abbiamo chiesto il permesso di riprendere il rituale, e vi facciamo vedere qualche secondo qui sotto.

Concludo con il dire che siamo stati molto fortunati a scoprire questo luogo.
Ci siamo trovati veramente bene….
A parte quella volta in cui non riuscivamo a tornare a casa a causa di un tifone….
Ma comunque!
Se mai decideste di fare Wwoof in Giappone, vi raccomandiamo questo posto e la famiglia Kosho.
Keiko cucina divinamente! 😉

Vi lasciamo con una serie di foto del paese, e se voleste sentire i commenti del nostro Sasha,
guardate il nostro video su Suttsu che troverete nella sezione Video o QUI! Enjoy!

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